PSYCH-K®

SCEGLIERE – CAMBIARE – REALIZZARE  con PSYCH-K®

E’ sempre più diffusa nel mondo della psicologia, della biologia e delle  terapie energetiche  l’idea  che  le  nostre  convinzioni  gettino  le fondamenta per le nostre percezioni, i nostri comportamenti, le nostre scelte ed i nostri risultati.

Infatti  diversi studi nella  branca delle  neuroscienze indicano che circa il 95% della nostra coscienza è gestita dal nostro subconscio che è il deposito da cui si originano  le nostre  attitudini,  i nostri valori e le nostre credenze. Tramite le nostre credenze (convinzioni ) creiamo la nostra percezione del mondo e di noi stessi,  ed a partire da queste  percezioni  sviluppiamo  i  nostri comportamenti.

PSYCH – K ® è una metodologia che ci permette di trasformare le percezioni limitanti che abbiamo a livello subconscio, riguardo noi stessi ed il mondo che ci circonda.

Una credenza è uno stato o abitudine mentale,

l’accettazione di qualcosa come vero, reale, esistente.

Abbiamo credenze su tutto e su tutti, e soprattutto su noi stessi.

Derivano da informazioni e/o esperienze.

Possono essere sia consce che inconsce.

La nostra vita è il riflesso delle nostre credenze, che sono la forza trainante dietro ai nostri pensieri, alle nostre abitudini, alle nostre scelte più o meno consapevoli, ai nostri successi ed ai nostri fallimenti.

Secondo Robert M.William, ideatore di Psych-K®,  le nostre credenze sono le “componenti elementari della nostra personalità: ci definiscono come degni o indegni, capaci o incapaci, fiduciosi o sospettosi, integrati o emarginati, indipendenti o dipendenti, aperti o prevenuti, rispettati o vittime, amati o odiati. Le nostre credenze hanno conseguenze, sia positive che negative, in ogni ambito della nostra vita.”

La definizione che sento perfetta per PSYCH-K® è “magia in azione ” ma non la userò per due motivi. Il primo è che la parola magia ha uno strano effetto sulle persone, e tra chi la cerca come tra chi la rifugge l’opinione comune è che non sia una cosa seria. L’altro motivo è che questa definizione è stata scelta una trentina d’anni fa da Richard Bandler come titolo per uno storico testo sulla PNL. Peccato !

UNA MENTE, DUE OBIETTIVI, DUE VELOCITA’

Avete mai notato come alcune persone riescano a fare con grande facilità cose che risultano impossibili per altre ?

E vi siete mai chiesti perché molte persone proprio non riescono a portare nella propria vita i cambiamenti o le abitudini che tanto desiderano e che per altri risultano elementari?

In questi casi spesso ricorriamo al concetto di fortuna: quindi la tal persona è stata molto fortunata a trovare il partner giusto con cui condividere questa esistenza, mentre qualcun altro è evidentemente stato molto fortunato raggiungendo il successo nella propria professione, qualcuno invece ha fortuna nello sport. Così come la tal persona è stata proprio fortunata ad incontrare il nutrizionista giusto che l’ha rimessa in forma in poco tempo, mentre un’altra è particolarmente sfortunata perché  lotta da decenni con la bilancia senza raggiungere mai l’obiettivo… e così via. ( Tra l’altro a differenza di quanto suggerito da millenni dalle religioni / filosofie orientali la nostra cultura non ha mai mostrato particolare interesse nel far evolvere questa mentalità ).

Bene, scegliere la fortuna o il caso come artefici dei nostri successi o fallimenti se da una parte ci deresponsabilizza neutralizzando i nostri sensi di colpa ed il peso delle critiche altrui quando le cose non vanno come vorremmo, dall’altro ci priva drammaticamente del nostro potere personale. Che è praticamente immenso !  Riusciamo però ad attingere appieno al nostro potere personale solo quando il nostro obiettivo / desiderio è condiviso dalla nostra mente conscia e da quella inconscia.   E qui spesso nascono i problemi, perché mentre normalmente sappiamo cosa desideriamo a livello conscio, non siamo altrettanto consapevoli di cosa pensa l’inconscio circa il nostro obiettivo

E l’inconscio è immensamente più potente della mente conscia: giusto per renderci conto della disparità di potenza tra ii due possiamo confrontare la differenza di velocità con cui elaborano le informazioni:

– la mente conscia processa una media di 40 bit d’informazione al secondo

– la mente subconscia processa una media di 40 milioni di bit al secondo

E’ quindi evidente che quando l’obiettivo non è condiviso non abbiamo possibilità di riuscita ! Nella stessa frazione di tempo che la mente conscia impiega a formulare un singolo SI la mente subconscia può rispondere con UN MILIONE DI NO.   Sappiamo anche ( e gli insuccessi che a volte otteniamo nonostante l’impegno profuso  ce lo dimostrano )  che spesso nel nostro inconscio albergano  credenze sabotanti di cui non siamo consapevoli, le quali impediscono la realizzazione dei nostri desideri e la nostra piena realizzazione come esseri umani.  Questa consapevolezza però non dovrebbe portarci a considerare il nostro inconscio come un potente nemico da combattere, ma piuttosto come un amico benintenzionato ma  maldestro, che opera in genere per proteggerci ma con modalità non più attuali.